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AN ADVENTUROUS ITALIAN
UN ITALIANO AVVENTUROSO

rocconi_wifePietro Rocconi and his wife, Giulia Mazzanti.
Pietro Rocconi e sua moglie Giulia Mazzanti

Of all the Italians who settled in the Delta, Pietro Rocconi was undoubtedly the most adventurous. His daughter, Amalite, tells the story about her family’s trek to Orlando, Florida, in search of a plot of land her father had purchased by mail. He had seen the land advertised in a magazine.

Di tutti gli italiani che si insediarono nel Delta, Pietro Rocconi fu indubbiamente il più avventuroso. Sua figlia Amalite racconta la storia del difficile viaggio della sua famiglia fino ad Orlando, in Florida, alla ricerca del pezzo di terra che suo padre aveva comprato per posta dopo averlo visto pubblicizzato in una rivista

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Rosati, The Cordetti Store. (l to r) Ricardo Mario Cordetti, his wife, Maria Seconda Guidicini, Anna Cordetti, Joseph Cordetti and Sophia Gentilini.
Rosati, il negozio dei Cordetti (da sin. a des.) Ricardo Mario Cordetti, sua moglie Maria Seconda Guidicini, Anna Cordetti , Joseph Cordetti e Sophia Gentilini

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Wedding picture of Felice Ardemagni and Enrica Pianalto. Also pictured are Luigi and Pietro Ardemagni. Picture courtesy Tontitown Historical Museum.
Foto di nozze di Felice Ardemagni ed Enrica Pianalto. Con loro Luigi e Pietro Ardemagni. Per gentile concessione del Museo Storico di Tontitown.

Felice Ardemagni, Felix Pozza’s grandfather, was the first mayor of Tontitown after Father Bandini. He made wine in large quantities and it was Prohibition time. Once the federal authorities came and found his many wine barrels in his cellar, all full of wine. The authorities rolled the barrels out of the cellar onto the yard and proceeded to axe them while wine gushed over the yard, down the hill, to a ditch below. The Ardemagni boys stood below the hill, out of sight, recouping as much of the wine as they could with buckets. At least some of the wine was salvaged.

Felice Ardemagni, il nonno di Felix Pozza, fu il primo sindaco di Tontitown dopo Padre Bandini. Era il periodo del Proibizionismo e lui produceva una gran quantità di vino. Una volta le autorità federali gli fecero visita e trovò tutti i suoi barili pieni di vino in cantina. I poliziotti fecero rotolare i barili fuori dalla cantina, nel cortile e li fecere a pezzi a colpi d’ascia : il vino scorreva per il cortile e giù per la collina fino ad un fosso sottostante. I ragazzi Ardemagni stavano nascosti ai piedi della collina, e recuperavano coi secchi tutto il vino che potevano. Almeno un po’ del vino si salvo.

THE BARIOLAS BOUGHT AN ISLAND
I BARIOLI COMPRARONO UN ISOLA

giovanni

(l to r) Giovanni Battista Bariola, Italiano Paolasini, Anna Bariola, Santo Rossini, Tony Bariola and Giulio Bariola. Photo courtesy Louise Bariola Farris.
(Dal sin. a des.) Giovanni Battista Bariola, Italiano Paolasini, Anna Bariola, Santo Rossini, Tony Bariola e Giulio Bariola. Per gentile concessione di Louise Bariola Ferris

Giovanni Battista Bariola went to Sunnyside with the first shipload of Italians in 1895. He was from the town of Valli di Signori in the northern province of Vincenza . Baffled by the hardships at Sunnyside, he and his wife, Margheritta Giacomo, were the first to sign up with Father Bandini for the Tontitown settlement. Their firstborn, Giulio, was the second child born at Tontitown. Virgil Pozza was the first. The Bariolas’ romance with the new settlement cooled and after two years they returned to the Sunnyside area, settling at Steward Island .

Giovanni Bariola giunse a Sunnyside con il primo carico di italiani nel 1895. Veniva da Valli di Signori, nel nord della provincia di Vicenza. Delusi dalla dura vita di Sunnyside, lui e sua moglie Margherita Giacomo furono i primi a firmare con Padre Bandini per l’insediamento di Tontitown. Il loro primogenito, Giulio, fu il secondo bambino che nacque a Tontitown. Il primo fu Virgil Pozza. L’entusiasmo dei Bariola per il nuovo insediamento si raffreddò e dopo due anni essi tornarono a Sunnyside e si stabilirono sull’isola di Steward.

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Vittorio (Vick) Grassi (r) and Santo Rossini
Vittorio (Vick) Grassi ( a destra) and Santo Rossini

I visited Johnny Grassi at his Food Bank one afternoon in late September 2002, and had an “Italian experience” like no other I’ve encountered in the Delta. The store’s name is derived from the fact that Johnny and his father, Vittorio, had a food storage service at that location. Johnny showed me the refrigerated metal lockers, no longer in use, where local people once stored meats and vegetables for fifteen dollars a year. Customers had keys to their lockers and they put in and took out food at will. That’s why Johnny’s store is called The Food Bank. The best thing about Johnny’s place is the delightful “Italian aroma” that takes you to another world when you step inside the door.

Ho fatto visita a Johnny Grassi nella sua “Banca Alimentare” in un pomeriggio del tardo Settembre del 2002, ed è stata una “esperienza italiana” come non ne avevo mai vissute nel Delta. Il nome del negozio deriva dal fatto che in esso Johnny e suo padre Vittorio fornivano un servizio di conservazione del cibo. Johnny mi mostrò contenitori frigoriferi in metallo, non più in uso, in cui la gente conservava carne e verdura al costo di 15 USD all’anno. Ogni cliente aveva la chiave del suo scomparto, e poteva mettere e togliere il cibo quando voleva. Per questo il negozio si chiamava “banca alimentare”. La cosa più bella del negozio di Johnny è il delizioso “aroma d’Italia” che ti trasporta in un altro mondo appena varcata la soglia.

angelo

ANGELO D’ANGELI, THE SWEETEST MAN, 1995
ANGELO D’ANGELI , IL PIU’ DOLCE DEGLI UOMINI, nel 1995

Cesare D’Angeli married Rosa Pagnini and in 1904 their son, Angelo, was born. Rosa died six months after Angelo’s birth. Cesare then married Elvira Giorgi and when Angelo was eighteen months old in 1906, the D’Angelis left their home near the provincial city of Pesaro and emigrated to Sunnyside, Arkansas. Cesare was thirty-two years old and Elvira was twenty-three. Angelo became very ill on the trip and ship medics advised Cesare and Elvira to throw the child overboard. Angelo’s stepmother held on to him and spared his being buried alive in the Atlantic . He lived to be ninety-four and was buried in Lake Village.

Cesare D’Angeli sposò Rosa Pagnini e nel 1904 nacque il loro figlio Angelo. Sei mesi dopo la nascita di Angelo Rosa morì. Cesare allora sposò Elvira Giorgi, e nel 1906, quando Angelo aveva 18 mesi, i D’Angeli lasciarono la loro casa nei dintorni del capoluogo di provincia, Pesaro, ed emigrarono a Sunnyside, Arkansas. Cesare aveva 32 anni ed Elvira 23. Durante il viaggio Angelo si ammalò gravemente ed i medici di bordo dissero che era meglio gettarlo dalla nave. Ma la matrigna non volle abbandonarlo e così gli risparmiò di venir sepolto vivo nelle acque dell’Atlantico. Angelo visse fino all’età di 94 anni ed ora riposa nel cimitero di Lake Village.

LAURA SURVIVES ANOTHER FLOOD – BOURBON
LAURA SOPRAVVIVE AD UN’ALTRA ALLUVIONE – BOURBON

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Laura Giachelli and her husband, Alessandro Zepponi, 1922
Laura Giachelli e suo marito Alessandro Zepponi nel 1922

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Laura Giachelli Zepponi, 1994

The Giachellis were living in Dunleith when Laura married Alessandro Zepponi. The Zepponis lived in Bourbon so Laura and Alessandro also made their home there. That’s where they were at the time of the 1927 flood. Laura said, “That was the big one. Water reached the ceiling of the house.” She had two children and was expecting a third. “We always had a cow. I had gone out to milk the cow. My husband and children were still in bed. A car drove up and someone shouted, ‘The levee broke! The levee broke!’ I threw the milk bucket in the air and ran into the house, ‘Get up, the levee broke!’ We put a few things in the attic – we didn’t have as much as we have now – and we got out right away. We drove toward Arcola, Arcola’s high. Before we got to Arcola water was already crossing over the road. An American family took us in and gave us two rooms. They had a big house.”

I Giachelli abitavano a Dunleith quando Laura sposò Alessandro Zepponi. Gli Zepponi vivevano a Bourbon e perciò anche Laura ed Alessandro vi si stabilirono. Erano lì ai tempi dell’alluvione del 1927. “Fu la più grossa” racconta Laura “L’acqua arrivò fino al soffitto”. Aveva due bambini ed era in attesa del terzo. “Noi abbiamo sempre avuto una mucca. Io ero andata fuori per mungerla. Mio marito ed i bambini erano rimasti a letto. Venne una macchina e qualcuno gridò “L’argine è rotto! L’argine è rotto!” Gettai via il secchio del latte e corsi in casa ” Alzatevi, l’argine è rotto!” Portammo poche cose in soffitta – non avevamo tante cose come adesso – e scappammo subito. Andammo con la macchina verso Arcola, Arcola sta in alto. Prima che ci arrivassimo l’acqua aveva già inondato la strada. Una famiglia di americani ci prese con sé e ci diede due stanze. Loro avevano una casa grande.”

CONCLUSION OF MY VISIT TO CRITTENDEN COUNTY
CONCLUSIONE DELLA MIA VISITA NELLA CONTEA CRITTENDEN

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The Mengarelli Grocery Store in Turrell, Arkansas,
(l to r) Giovanni and Ezio “Eddie” Mengarelli

Il negozio di alimentari dei Mengarelli a Turrell, Arkansas (da sin. a des.) Giovanni ed Ezio “Eddie” Mengarelli

Leaving the Baionis, I decided to take a ride over some of the areas we had discussed. I went to Crawfordsville, where Jo Zackery lives and where the Marconis still operate Uncle John’s Restaurant and I saw the little red brick Sacred Heart Church . I went to Earle where Cesare Radicioni had his Cash and Carry Grocery. Then I drove about twenty miles to Turrell where Giovanni Mengarelli bought a grocery store from the Barattis seventy-five years ago.

Lasciando la famiglia Baioni decisi di fare un giro in alcune delle zone di cui avevamo parlato. Andai a Crawfordsville, dove vive Jo Zackery e dove i Marconi gestiscono tuttora il ristorante “Zio John” e vidi la piccola chiesa di mattoni rossi del Sacro Cuore. Andai a Earle dove Cesare Radicioni aveva il suo negozio Cash & Carry. Poi guidai per altre 20 miglia fino a Turrell dove, settantacinque anni fa, Giovanni Mengarelli aveva comprato un negozio di alimentari dalla famiglia Baratti.

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Eugenio Servadio and his wife, Maria Romagnoli
Eugenio Servadio e sua moglie, Maria Romagnolii

Eugenio’s story is my family’s story and undoubtedly the story of most Delta Italian families, and the lifestyle described by his daughter, Josephine, was the experience of most delta Italian families. “In the early days we lived in the country…no electricity, no indoor facilities. We had to pump water with a hand pump. We had an outhouse. We used kerosene lamps for light. We used wood or kerosene stoves to cook on. We used wood or coal stoves for heat and sometimes we used the fireplace to heat our house. We walked on dirt roads to the school bus stop. When it rained heavily, water settled on the road and our father hitched mules to the wagon to take us to and from the stop. I picked cotton the first six weeks of school and chopped cotton the last month of school. We all worked in the cotton field.”

La storia di Eugenio assomiglia a quella della mia famiglia ed indubbiamente anche a quella della maggior parte delle famiglie italiane del Delta. Il tipo di vita descritto da sua figlia Josephine è quello sperimentato da molte famiglie di italiani del Delta. “I primi tempi vivevamo in campagna…niente elettricità, nessuna comodità in casa. Dovevamo attingere l’acqua con una pompa a mano. Avevamo un bagno esterno. Usavamo lampade a cherosene per fare luce. Usavamo stufe a legna o a cherosene per cucinare. Usavamo stufe a legna o a carbone per scaldarci, e qualche volta anche il focolare. Per raggiungere la fermata dello scuolabus camminavamo su strade sterrate. Quando pioveva forte, l’acqua copriva la strada e nostro padre attaccava i muli al carro per accompagnarci alla fermata e per riportarci.Raccoglievo cotone per le prime sei settimane di scuola e tagliavo cotone durante l’ultimo mese. Lavoravamo tutti nel campo di cotone.

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Lena Mascagni’s wedding to Julius Fioranelli. The man standing in back center is Lena ‘s father, Frank Mascagni and to his left is his daughter, Mary Mascagni Cantin. The best man, to the right of the bride, is Silvio Oltremari. Standing to the far left is Robert “Poggy” Pierini and the lady standing next to him is Ida Monty. The lady to the far right is the groom’s sister, Amelia Fioranelli Sims. The children are the groom’s niece and nephew, Beatrice and Santo Jr. Borganelli.
Matrimonio di Lena Mascagli con Julius Fioranelli. L’uomo in piedi al centro in ultima fila è il padre di Lena, Frank Mascagni, e quella alla sua sinistra è sua figlia Mary Mascagni Cantin. Il testimone, alla destra della sposa, è Silvio Oltremari. In piedi all’estrema sinistra Robert “Poggy” Pierini e accanto a lui la signora Ida Monty. La signora all’estrema destra è la sorella dello sposo, Amelia Fioranelli Sims. I bambini sono i nipoti dello sposo, Beatrice e Santo Jr. Borganelli.

Julius Fioranelli finally did win Lena as his wife and the refined, well-dressed lass from Nelms and Blums was taken to Boyle, Mississippi, to live in a crude shotgun tenant house on Angelo Fioranelli’s place. Angelo never took a liking to his daughter-in-law because she didn’t live up to his expectations. She didn’t fit on the farm and didn’t pick cotton. He called Lena “the Princess”, and Lena referred to herself as “the Princess of Boyle.” Eventually Lena and Julius moved to Greenville, where they built a nice home, raised five children and lived the lifestyle of Lena ‘s choice.

Julius Fioranelli alla fine riuscì ad ottenere in moglie Lena, e la raffinata ed elegante fanciulla di Nelms e Blums fu portata a Boyle, Mississipi, a vivere nella rozza dimora di Angelo Fioranelli. Angelo non ebbe mai in simpatia la cognata, perché non era all’altezza delle sue aspettative. Non era adatta alla fattoria e non raccoglieva il cotone. Lui la chiamava “la Principessa” e Lena si riferiva a se stessa col titolo di “Principessa di Boyle”. Alla fine Lena e Julius si trasferirono a Greenville, dove si fecero una bella casa, allevarono cinque figli e condussero la vita che Lena desiderava.

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Tony Fratesi (l) and Larry Fratesi
Tony Fratesi (sin) e Larry Fratesi

In 1940, when Dan Smithe decided he wanted to farm his own place, the Fratesis moved east of Leland on Highway 82 where they bought land at seventy-five dollars per acre and built a store at the cost of thirteen hundred dollars. While Larry and his brother, Tony, worked hard on the farm, Angelina ran the store. Through the years the Fratesi store has expanded. Fratesi Grocery is now a combination grocery store, lunchroom and service station. It is the only place in Mississippi where one can find such Italian products as bacala’, calamari, mortadella, and lupini. The Fratesis are now among the largest cotton and bean farmers around Leland.

Nel 1940, quando Dan Smithe decise che voleva coltivare un terreno tutto suo, i Fratesi si trasferirono ad est di Leland, sulla superstrada 82 dove comprarono terra a settantacinque dollari l’acro e costruirono un negozio che costò 1.300 dollari. Mentre Larry e suo fratello Tony lavoravano sodo nei campi, Angelina mandava avanti il negozio. Con gli anni il negozio dei Fratesi si ampliò. Ora è una combinazione di supermarket, tavola calda e stazione di servizio. E’ l’unico posto del Mississipi dove si possono trovare prodotti italiani come il baccalà, i calamari, la mortadella ed i lupini. I Fratesi sono ora tra i maggiori produttori di cotone e fagioli nell’area di Leland.

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Gennie Ferretti Paxton

It was 1939 and the Columbus Club had just opened. There was a big dance with a band and the girls had to wear formals. Cherry, Gennie’s sister, seven years younger than she, had just started dancing. Their father took her to the dance but Gennie was allowed to go the the “Barq’s man,” the distributor of Barq’s beverages, from Greenvile. As usual, Gennie was “tagged” so much that her date hardly had a chance to dance with her, so he went around dancing with other girls. In other words, he started tagging.

Later Gennie’s date came back to her and said, “You know, there’s a girl in this hall who smells just like you.” Gennie said, “I was wearing Toujour Moi and that perfume was excellent. It was a French perfume and when you put that perfume on, you didn’t have to put it on but twice a week. I put it on when I went to dances twice a week, and it would last from one dance to the next.

After a while Gennie’s date came back. “I done found the girl that smells like you.” “Who?” “That girl with the white, green and red formal.” “That’s my sister, Cherry.” “Oh, you devil. You would let me do all that to see who she was.”

Era il 1939 ed il Club Columbus aveva appena aperto i battenti. C’era una grande festa danzante con l’orchestra e le ragazze dovevano indossare l’abito da sera. Cherry, la sorella di Gennie, di sette anni più giovane, aveva appena iniziato ad andare ai balli. Il padre l’aveva accompagnata, ma a Gennie era consentito andare al ballo con il suo accompagnatore, “l’uomo della Barq”, il distributore delle bibite Barq, che veniva da Greenville. Come al solito Gennie era molto corteggiata, tanto che il suo accompagnatore riusciva a malapena ad ottenere un ballo con lei, perciò andava in giro ad invitare le altre ragazze. In altre parole cominciò a corteggiare.

Più tardi l’accompagnatore di Gennie tornò da lei e le disse “Sai, c’è una ragazza in sala che ha il tuo stesso profumo.” Raccontava Gennie: “Portavo un profumo che si chiamava Toujour moi ed era eccellente. Era un profumo francese, e quando lo mettevi bastava applicarlo due volte a settimana . Lo mettevo quando andavo a ballare due volte a settimana e durava da una volta all’altra.

Dopo un po’ l’accompagnatore di Gennie tornò “Finalmente ho trovato la ragazza che ha il tuo profumo” “Chi è?” “Quella con l’abito bianco rosso e verde.” “Quella è mia sorella Cherry.” “Sei proprio un diavolo! E mi hai fatto fare tutto questo per capire chi fosse.”

Mary Biondini’s wedding picture. Seated, Mary, child, Stella Gasparini. Standing (l to r) Angelo Biondini, Annie Montesi, Primo Montesi, Margaret Biondini Montesi, Joe Battini (groom), Pearla Gasparini, Silvio Oltremari.
Foto di nozze di Mary Biondini. Seduti Mary e Stella Gasparini, bambina. In piedi (da sin. a des.) Angelo Biondini, Annie Montesi, Primo Montesi, Margaret Biondini Montesi, Joe Battini (lo sposo) Pearla Gasparini, Silvio Oltremari.

The general practice in Italy is to have very elaborate seated dinners for weddings, with what appears to be endless courses. As Delta Italians got settled and better situated, some had big weddings with sumptuous dinners. Sarah Allegrezza Love told me, “When Mary Biondini got married [in Shaw, in the 1920s], they built a large platform out in the open at Fred Biondini’s house. The cake was so big that it took four men, one at each corner, to carry it. That was a big cake. I’ve never seen one like it in all my life. We ate, danced and cut the cake.” Mary married Joe Battini from Chicago . He owned a fleet of taxicabs and drove them all to Shaw, Mississippi, for his wedding. On the way he stopped at the Peabody Hotel in Memphis to pick up the hotel band.

La tradizione italiana vuole pranzi di nozze molto elaborati, da seduti e con una serie di portate che sembra non finire mai. Quando gli italiani del Delta si furono sistemati e cominciarono a vivere in condizioni migliori alcuni organizzarono grandi matrimoni con pranzi sontuosi. Sarah Allegrezza Love mi raccontò: ” Quando Mary Biondini si sposò (a Shaw, nel 1920) costruirono una grande piattaforma all’aperto nella casa di Fred Biondini. La torta era così grande che la dovettero portare in quattro, un uomo ad ogni angolo. Era proprio una grossa torta. Non ne ho vista una uguale in tutta la mia vita. Mangiammo, ballammo e tagliammo la torta”. Mary sposò Joe Battini, di Chicago. Lui aveva una compagnia di taxi e li portò tutti a Shaw, Mississipi, per il matrimonio. Lungo la strada si fermò all’Hotel Peabody di Memphis per prendere l’orchestrina dell’albergo.